Progetti in corso

Progetti in corso (4)

Martedì, 17 Marzo 2020 14:49

H for Human

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H for Human Slider ok

"Un paziente è prima di tutto una persona"

Questa semplice e apparentemente scontata affermazione è alla base del progetto H for Human, il progetto  che sosteniamo dal 2017 per l'umanizzazione delle cure nel Reparto di Terapia Intensiva 1 dell'Ospedale Niguarda di Milano.

L'area della Terapia Intensiva è altamente tecnologica perchè deve garantire tutti gli strumenti necessari per ripristinare le funzionalità vitali compromesse. È quindi un luogo sospeso, dove gli affetti,i familiari, la vita quotidiana vengono lasciati fuori dalla porta.

Assistere non significa solo ripristinare le funzioni vitali, significa anche prendersi cura della persona sia fisicamente sia emotivamente.

GUARDA IL VIDEO "H FOR HUMAN"

Video H for Human

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COSA SIGNIFICA UMANIZZAZIONE DELLE CURE:

  • presenza di due psicologhe in reparto a disposizione di personale medico e infermieristico, dei  pazienti e dei loro familiari;
  • estese fasce orarie di apertura del Reparto per visite di parenti e persone care;
  • attenzione verso i minori a cui sono concesse le visite dopo colloquio con lo psicologo del reparto;
  • ambulatorio dedicato ai pazienti e ai familiari anche dopo la dimissione;
  • formazione nella gestione del rapporto relazionale ed emozionale rivolto a tutto il personale del reparto di Terapia Intensiva;
  • organizzazioni di corsi di formazione per estendere l'umanizzazione delle cure ad altri reparti.

COME SOSTENERE H FOR HUMAN

Bonifico
IBAN: IT29B0311101673000000001809
SWIFT/BIC: BLOPIT22
Intestazione Wamba e Athena Onlus
Causale: H for Human - Terapia Intensvia Niguarda
  • Carta di credito e Paypal
    Clicca qui o sul bottone sotto!

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 Durante il picco dell'emergenza sanitaria dovuta al COVID-19 abbiamo sostenuto con maggiore impegno la Terapia Intensiva 1 dell'Ospedale Niguarda raccogliendo fondi per:

  • l’inserimento di medici anestesisti e di psicologi;
  • acquisto di attrezzature e dispositivi medici;
  • potenziamento dei posti letto in Terapia Intensiva
Durante l'emergenza COVID-19 il lavoro degli psicologi del reparto è stato fondamentale. Ecco cosa fanno per medici, infermieri, operatori, pazienti e i loro familiari.
 
IL LAVORO IN REPARTO

H for Human in azione

LA VITA IN DIRETTA INTERVISTA I MEDICI DELLA RIANIMAZIONE NIGUARDA
DURANTE L'EMERGENZA CORONA VIRUS.
 
Video Lissoni Vita in diretta

 

I sostenitori di H for Human

BIP Logo bianco

 

 

 

 

 

 

 

BIP. sostiene il progetto H for Human dal 2017. 

Lunedì, 16 Marzo 2020 13:22

#DISTANTIMAVICINI

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SOSTIENI I CENTRI CLINICI NeMO PER ASSICURARE ASSISTENZA ALLE PERSONE CON SLA, SMA E DISTROFIE MUSCOLARI.

In Italia sono oltre 40.000 le persone colpite da SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), SMA (Atrofia Muscolare Spinale) e distrofie muscolari che in questo momento stanno vivendo una vera e propria emergenza nell’emergenza. Hanno bisogno di cure costanti, ma al contempo sono anche una delle fasce più a rischio poiché il contatto con il virus potrebbe essere letale.

Per queste persone l’assistenza da parte dei team dei Centri Clinici NeMo è fondamentale. Nei giorni dell'emergenza i reparti hanno sostenuto uno sforzo straordinario per proteggere le persone con malattia neuromuscolare dal pericolo del coronavirus perché sono persone che vivono già una situazione di fragilità in quanto affetti da patologie multifattoriali e per le quali è richiesta un’alta complessità assistenziale.

Per aiutare tutte le persone più fragili è nata la campagna di raccolta fondi #DistantiMaVicini promossa da AISLA, Famiglie SMA, UILDM a favore di Fondazione Serena Onlus – Centro Clinico NeMo.

I fondi raccolti hanno dato un grandissimo contribuito grantendo supporto ai Centri NeMo, che hanno potuto:

  • mettere in atto di tutti i sistemi di protezione individuale;
  • aumentare il personale dedicato all’assistenza;
  • potenziare i servizi per la presa in carico a distanza, come quello di Nurse Coaching che permettono di monitorare lo stato di salute, supportare la gestione quotidiana dei bisogni e dare i consigli specifici.

 

 Video distantimavicini ok

GRAZIE PER ESSERE STATI CON NOI #DISTANTIMAVICINI ALLE PERSONE CON
MALATTIE NEUROMUSCOLARI E AI LORO MEDICI!
Mercoledì, 25 Settembre 2019 07:26

NINeR - La casa della ricerca

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Abbiamo lavorato per tanti anni per assicurare ai bambini affetti da SMA (atrofia muscolare spinale) cure e assistenza specialistiche di altissimo livello.

Oggi facciamo un passo avanti e contribuiamo alla nascita di NINeR, un Istituto per la ricerca clinica sulle malattie neuromuscolari pediatriche. Non abbandoniamo la SMA ma abbracciamo tutti i bambini con malattie neuromuscolari per garantire loro un rapido accesso a terapie innovative e a triali clinici di livello internazionale.

La casa della ricerca!

Video Promo NINeR

Insieme ai Centri Clinici NeMO di Milano, Roma e Messina nasce quindi NINeR, NeMO Institute of Neuromuscular Research un importante centro di ricerca clinica necessario soprattutto in questo momento storico in cui la ricerca, non solo sulla SMA ma anche sulle altre malattie neuromuscolari, sta facendo passi da gigante.

NINeR avrà al centro la persona con malattia neuromuscolare e la sua famiglia.

Ci piace fare in modo che le famiglie e i bambini possano assieme far parte di un percorso di ricerca importante”.
Dr. Eugenio Mercuri (Direttore Scientifico NINeR)

Wamba sosterrà il team di ricerca operativo presso il Centro Clinico NeMO di Milano, in particolare due figure fondamentali per lo svolgimento delle attività di ricerca:

Trial Coordinator: gestisce i ricoveri mensili dei pazienti, somministra periodicamente le scale di valutazione per verificare l’efficacia delle terapie e si occupa dell’attività di data entry.

Biostatistico: garantisce che la raccolta dei dati avvenga in modo corretto e rigoroso, supportando l’attività di ricerca tramite la loro elaborazione e la loro interpretazione.

Il NINeR per Wamba significa FUTURO!

Dona NINeR trasparenza

Guarda la gallery dell'inaugurazione! Clicca l'immagine sotto.

Centro NeMO e Wamba Onlus.Gallery LOW

Il Dr. Mercuri, Direttore Scientifico NINeR, ci racconta perchè sarà la casa della ricerca.

Giovedì, 03 Settembre 2015 09:52

L'Ospedale e il contesto

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IL NORD UGANDA
 
La situazione nel Nord Uganda, a cui appartiene il distretto rurale di Pader dove si trova il Dr. Ambrosoli Memorial Hospital, è caratterizzata da un livello di povertà e sottosviluppo nettamente superiori a quelli medi nazionali. La ventennale guerra civile, che si è conclusa nel 2007 e che ha causato 100.000 morti, ha pesantemente influito sulle condizioni sanitarie dei distretti colpiti (in particolare Gulu, Kitgum, Lira e Pader), a causa dello sfollamento in campi protetti di circa il 90% della popolazione, costretta a vivere in condizioni di vita umanamente intollerabili. La guerra del nord Uganda è divenuta tristemente famosa per l’utilizzo di bambini soldato: almeno 30.000 i bambini rapiti e obbligati ad entrare nei ranghi dei ribelli, a saccheggiare i propri villaggi e spesso a torturare e uccidere i propri familiari.

Malgrado la fine dei conflitti etnici, che hanno dilaniato per decenni l'intera nazione, l’Uganda rimane una delle nazioni più povere del mondo, dove il 38% della popolazione vive sotto la soglia minima della povertà e dove l'emergenza sanitaria, la salute delle madri e dei bambini in particolare, devono diventare una priorità nazionale e internazionale.

L'Uganda è il Paese con la popolazione più giovane del mondo: oltre la metà dei suoi 31 milioni di abitanti è costituita da bambini e giovani sotto i 15 anni ed il tasso di crescita della popolazione, pari al 3,3%, è uno dei più alti del mondo. Donne e bambini sono senza dubbio le fasce più deboli della popolazione e la mancanza di servizi e strutture sanitarie adeguate ed accessibili (il rapporto medici abitanti è di 1:13.000) spiega l'alto tasso di mortalità materna e infantile e i 48 anni di aspettativa media di vita, contro i 52 anni dell'Africa e i 68 della media mondiale.
 
IL FONDATORE DELL'OSPEDALE: PADRE GIUSEPPE AMBROSOLI
 
Giuseppe Ambrosoli nasce nel 1923 a Ronago in una nota famiglia comasca. Consegue la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano e si specializza a Londra in malattie tropicali. Nel 1955 entra nell’ordine dei comboniani e solo un anno dopo s’imbarca per l’Africa con destinazione Kalongo, un’area dispersa nella savana del nord Uganda. Qui Padre Giuseppe Ambrosoli gestisce un piccolo dispensario locale che trasforma negli anni in una struttura sanitaria attrezzata con 345 posti letto. Nel 1959 fonda una scuola specialistica di ostetricia per affrontare e risolvere il problema della maternità e del parto, causa di enorme mortalità a quel tempo in Africa. Nel 1987 la guerra civile nei distretti settentrionali dell’Uganda porta all’evacuazione forzata e alla chiusura dell’ospedale per ordine militare. Padre Giuseppe Ambrosoli, provato dalla fatica e dalla sofferenza, muore a Lira il 27 marzo nel 1987.

Wamba SMArt

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    Perché Wamba SMArt

    In Italia la SMA è ancora una malattia poco conosciuta e, di conseguenza, le famiglie con bambini affetti da SMA Leggi tutto
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    La malattia

    L’Atrofia Muscolare Spinale (SMA) attacca particolari cellule nervose chiamate motoneuroni, destinate al controllo dei movimenti dei muscoli volontari ed al Leggi tutto
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    L'obiettivo 2014-16

    Wamba SMArt è un progetto triennale che sta raggiungendo i suoi obiettivi.A febbraio 2015 abbiamo avviato lo sportello SMArt presso Leggi tutto
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    Wamba SMArt

    L’obiettivo del progetto Wamba SMArt è migliorare l’assistenza socio-sanitaria dedicata ai bambini affetti da SMA (Atrofia Muscolare Spinale) e alle Leggi tutto
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